Giacomo Balla (1871-1958)
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Giacomo Balla (1871-1958)

La seggiola dell'uomo strano

Details
Giacomo Balla (1871-1958)
La seggiola dell'uomo strano
firmato Futur Balla (in basso a sinistra); titolo La seggiola dell'uomo strano (in basso a destra); titolo e firma La seggiola dell'uomo strano Balla (sul telaio); scritta autografa e firma Aure d'un tipo strano FuturBalla (sul retro)
Sul verso:
Ritratto di donna (poi ridipinto sul volto dall'artista probabilmente per nasconderne l'identità)
olio su tela
cm 54,6x74,5
Eseguito nel 1929
Provenance
Acquisito direttamente dall'artista dal padre dell'attuale proprietario prima del 1950
Literature
G. Jannelli, Giacomo Balla, in "Oggi e Domani", 6 aprile 1931 (illustrato)
M. Drudi Gambillo - T. Fiori, Archivi del Futurismo, Roma 1962, p.148,n.393 (illustrato)
M. Fagiolo dell'Arco, Balla: Ricostruzione futurista dell'Universo, Roma 1968, fig. 135 (illustrato)
V. Dortch Dorazio, Giacomo Balla, An album of his life and work, Venezia 1970, fig. 226 (illustrato)
G. De Marchis, Giacomo Balla. L'aura futurista, Torino 1977, p. 78 G. Lista, Balla, Modena 1982, p. 399, n. 884 (illustrato)
M.Fagiolo dell'Arco, Balla, The Futurist, Milano 1987, p. 148 (illustrato)
M.Fagiolo dell'Arco, Galleria Fonte d'Abisso, Balla a sorpresa, Milano 2000-2001, cat., p.99 (illustrato)
Exhibited
Birmingham, Mostra italiana (etichetta sul retro) Roma, Palazzo delle Esposizioni, I Quadriennale d'Arte Nazionale, gennaio - giugno 1931, cat., n.2
Roma, Galleria d'Arte L'Antonina, Mostra delle opere di pittura di Giacomo Balla di Luce e di Elica Balla, novembre 1935, cat., n.59
Roma, Sede del giornale "Il Mediterraneo", Giacomo Balla, 1959, cat., n. 8
Torino, Galleria Civica d'Arte Moderna, Giacomo Balla, aprile 1963, cat., p.99, n. 205, p.78 (illustrato)
Roma, Galleria L'Obelisco, Balla: Stati d'animo, 1968, cat., n. 30 Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Giacomo Balla, 23 dicembre 1971 - 27 febbraio 1972, cat., p.183, n. 81 (illustrato)
Milano, Galleria Fonte d'Abisso, Balla a sorpresa, Milano 2000 - 2001, cat., p. 99 (illustrato)
Birmingham, Mostra Italiana
Special notice
Where there is no symbol Christie's generally sells lots under the Margin Scheme. The final price charged to Buyer's, for each lot, is calculated in the following way: 24% on the hammer price of the first € 110.000,00 18,5% on the hammer price for any amount in excess of € 110.000,00

Lot Essay

Nel visionario dipinto La seggiola dell'uomo strano è tale la presenza di tracce autobiografiche da rendere praticamente certa l'immedesimazione dell'artista nella schematica figura umana al centro della composizione, "l'uomo strano". Anzitutto, la veduta urbana (memore delle città che entrano dalle finestre dei quadri futuristi) potrebbe essere una veduta di Monte Mario come Balla poteva vederla dalla sua casa di via Oslavia; la sedia raffigurata (azzurra come il personaggio) era stata disegnata da Balla stesso per la sala da pranzo della casa di via Paisiello, mentre altri elementi come le decorazioni per paravento sembrano riaffiorare direttamente dalla memoria dell'artista.
La composizione si sviluppa attorno a un bilancio cromatico raffinatissimo di azzurri freddi composti in prismi geometrici che si oppongono a possenti forme curvilinee nei toni dell'ocra e del marrone. La preponderante bicromia viene violata soltanto da rari accenti di forme rosse, verdi, gialle e dai grigi della veduta urbana. Questo contrappunto riflette un modo di concepire e strutturare i dipinti tipico e ricorrente in Balla (si confrontino anche i titoli di alcune opere coeve come Pessimismo e ottimismo, 1923, La Brunbionda, 1927-28, Sincero-Falso, 1929). La contrapposizione di concetti e forze in conflitto viene utilizzata in funzione dinamica, come generatrice di movimento pittorico. Il futurista "uomo strano" anima, grazie alla sua energia, la composizione di cui è il motore rigido e apparentemente immobile, il centro attorno a cui ruotano le curve e -insieme- il punto da cui si irradiano le rette.
Il dipinto presenta alcuni elementi inspiegabili che già avevano fatto parlare la critica del tempo di "intendimenti ultrareali" (V. Orazi citato in G. De Marchis, Giacomo Balla, L'aura futurista, Torino 1977, p. 78). Tra essi sono particolarmente evidenti le già citate sovrapposizioni nella memoria e le forme colorate che strutturano lo spazio; a queste sono sicuramente da aggiungere la minuscola e misteriosa silhouette del personaggio centrale e l'inquietante ombra portata della seggiola, mentre dal punto di vista sintattico le dimensioni sono incongruenti e le prospettive inconciliabili. Questi elementi, creando un forte senso di spaesamento, evocano la presenza di forze spirituali che innervano e deformano la realtà. Non è necessario pensare a suggestioni surrealiste (che Balla avrà considerato -come altre novità artistiche provenienti dall'estero- poco italiane, e quindi da lui non recepibili) in quanto tutti questi elementi sono già spiegabili in un ambito di poetica futurista e presenti, anche se diversamente declinate, in numerosi dipinti futuristi dell'artista. L'interno rappresentato -non solo per la presenza di oggetti d'arredo progettati da Balla- sembra anzi riprendere e portare fino alle estreme conseguenze i proclami futuristi: "è l'ambiente che plasma l'uomo. Alle sale vecchie e polverose, risuonanti il rosicchio dei tarli, e invitanti al dolce far niente, noi sostituiremo ambienti vivificatori, pieni di luci, di colori, di forme adeguati alla intensità, alla praticità ed al dinamismo della vita moderna" (cit. in Giovanni Lista, Balla, Modena 1982, pp. 86-88).