Olga Carol Rama (1918-2015)
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's… Read more
Olga Carol Rama (1918-2015)

Frammento di usura

Details
Olga Carol Rama (1918-2015)
Frammento di usura
firma, data e titolo carolrama 1977 "frammento di usura" (sul retro)
camera d'aria su tela da capote
cm 75x55
Eseguito nel 1977
Opera registrata presso l'Archivio Carol Rama, Torino, n. 0340, come da autentica in data 5 dicembre 2016
Provenance
Collezione privata, Torino
Exhibited
Torino, Over Studio, Carol Rama, Albino Galvano. Opere storiche, giugno 1993, cat. (illustrato, con titolo Fase del nero, misure invertite e datato 1975)
Special notice

Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.
Post lot text
'FRAMMENTO DI USURA' (FRAGMENT OF WEAR); SIGNED, DATED AND TITLED ON THE REVERSE; TYRE ON CANVAS

Brought to you by

Renato Pennisi
Renato Pennisi

Lot Essay

L'opera appertiene all'ultimo periodo delle gomme, lavori di dimensioni più ridotte, rispetto a quelli di inizio anni Settanta, nei quali l'artista lavora per sottrazione con il risultato di un'estrema raffinatezza e pulizia formale.
"Poi è venuto il collage di zone nette estratto soltanto da copertoni di automobile, la gomma come relitto-reliquia, come un ritrovare la pittoricità inconscia (il marchio, i numeri, le toppe) che è in ogni oggetto ritornato cosa. Un occhio a Burri e l'altro rivolto alla periferia dell'esplosione industriale della tua vulnerabile città che vede oggi proprio nel mito dell'auto, della sua "grande illusione". Le gomme comparivano sul supporto della tela con precisione ma anche con una scoperta misura di casualità: quel senso di scoperta di un frammento del caos che piace, nel tuo lavoro, a Man Ray. Oggi quel "vissuto" che Sanguineti amava, quel "piccolo cimitero di pneumatici", si è chiarito. Il supporto e i frammenti applicati tendono al collage, la forma tende alla geometria disseccata: il colore torna al nero, l'esistenziale aspira alla contemplazione, l'occidente strizza l'occhio all'Oriente [...]
Avrà pure un senso, che i tuoi ultimi quadri vedono scomparire il supporto della tela e apparire come sfondo una tela "oggettiva" come è quella della cappotta dell'auto. Detta così sembra una trovata, ed è invece una piccola parabola di come partendo dalle cose bisogna tornare alle cose stesse, per fare un discorso chiaro e distinto".
(M. Fagiolo dell'Arco, Carolrama, cat. mostra a Torino, Galleria LP220, 1975; cit. in A. Bonito Oliva, Carol Rama, dal presente al passato, 1994-1936, cat. mostra a Roma, Galleria Sprovieri, 1994-1995, pp. 46-47)

The work belongs to the late period of the tyres, works on a smaller scale compared to those at the beginning of the 1970s, in which the artist operated a process of subtraction results of great sophistication and formal clarity. "Then came the collage with defined areas cut solely from car tyres, the rubber as wreck-reliquary, as rediscovery of the sub/unconscious pictorial quality (make, number, patches) which is in every object that goes back to being something. With one eye on Burri and the other turned on the periphery of the industrial boom in your vulnerable city that is now witnessing the myth of the automobile, of its "grand illusion". The tyres appeared on the canvas support with precision but also with an unconcealed measure of randomness: that sense of discovery of a fragment of chaos that Man Ray found so pleasing in your work. Now, that "past" that Sanguineti loved, that "small cemetery of tyres", has become clear. The support and applied fragments verge on collage, the forms verge on a dessicated geometry: colour goes back to black, the existential aspires to contemplation, the West winks at the East [...] It must also mean something that your final pictures/works witness the disappearance of the canvas and the appearance as background an "objective" canvas as is that of the car bonnet. Put this way, it seems like a discovery, and yet it is a small parable on how starting from something it is necessary to return to the thing itself, in order to create a clear and distinct discourse". (M. Fagiolo dell'Arco, Carolrama, exh. cat. Turin, Galleria LP220, 1975; cit. in A. Bonito Oliva, Carol Rama, dal presente al passato, 1994-1936, exh. cat. Rome, Galleria Sprovieri, 1994-1995, pp. 46-47)

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