Amy Sillman

Amy Sillman si confronta con le forme attraverso la sua prospettiva volutamente frammentata. L’artista americana ha sviluppato uno stile distintivo che fonde astrazione e figurazione. Il suo lavoro affonda le radici nel linguaggio della pittura modernista, ma nasce anche dal desiderio di sfidare e smantellare le nozioni storico-artistiche di maestria e genio.

Sillman è nata a Detroit, nel Michigan, nel 1955. Dopo aver svolto vari lavori che l’hanno portata in Alaska e a Chicago, oltre a un breve periodo in cui ha aspirato a diventare interprete di giapponese per le Nazioni Unite, Sillman ha frequentato la School of Visual Arts di New York alla fine degli anni ’70. Si è rapidamente coinvolta nei movimenti femministi e controculturali che hanno investito il centro di New York in quel periodo e ha iniziato a interagire con la fiorente comunità artistica della zona.

Sillman cita gli espressionisti astratti, tra cui Willem de Kooning e Philip Guston, come punti di riferimento, ma reinterpreta queste influenze attingendo dalla storia dell’astrazione, dalla cultura contemporanea e dal mondo naturale. Il suo lavoro è guidato da un approccio tattile e carnale al colore, in cui il peso, la densità e il carattere di ciascun pigmento si riflettono nella sua applicazione.

«Il colore», spiega, «è uno strumento fondamentale di negazione nel mio lavoro. La mia tavolozza prende le mosse da tutto ciò che osservo nel mondo: dipinti, app per iPhone, cartoni animati, riviste, fiori, moda, edifici, paesaggi, libri, film».

Nota per il suo rigore intellettuale e i suoi interessi eclettici, Sillman ha esplorato una vasta gamma di mezzi espressivi, dalla pittura a olio tradizionale all’animazione e alla realizzazione di fanzine. Il suo lavoro sfida i confini convenzionali, partendo spesso dal disegno figurativo per poi evolversi in forme astratte, rivelando il suo processo di costante sperimentazione e revisione. Faux Pas (2020), la raccolta di scritti e disegni di Sillman, si aggiunge alla sua pratica singolare che sfida le tradizioni e gli schemi consolidati a favore della soggettività.

Amy Sillman ha esposto ampiamente a livello internazionale. Le sue opere fanno parte delle collezioni dell’Art Institute of Chicago, del Whitney Museum of American Art, del Museum of Modern Art (MoMA) di New York e di altre importanti istituzioni.


AMY SILLMAN (B. 1955)

Your Affection

Amy Sillman (b. 1966)

The New Land

AMY SILLMAN (B. 1955)

Untitled (April Drawing 2, Version 4)

AMY SILLMAN (B. 1966)

Umbrian Line (#17-20)

AMY SILLMAN (B.1955)

Green Painting (w Boat)

Amy Sillman (b. 1966)

Untitled (Mother gave another 50)

Amy Sillman (B. 1966)

Untitled (October)

AMY SILLMAN (B. 1955)

It's Too Hard

AMY SILLMAN (b.1955)

A Shape that Stands Up and Listens #52

AMY SILLMAN (B. 1955)

Untitled (April Drawing 2, Version 4)