Henry Taylor

Henry Taylor è un acclamato artista americano noto per i suoi ritratti potenti ed evocativi che catturano le complessità della vita e della cultura afroamericana. Nato nel 1958 a Ventura, in California, il percorso di Taylor per diventare una figura di spicco nell’arte contemporanea è stato non convenzionale. Inizialmente ha intrapreso la carriera di tecnico psichiatrico, lavorando per un decennio in un ospedale statale a Camarillo. Questa esperienza ha influenzato profondamente la sua pratica artistica, poiché lo ha esposto a un’ampia gamma di esperienze ed emozioni umane, che in seguito ha canalizzato nella sua arte.

Taylor ha frequentato corsi d’arte all’Oxnard College negli anni ’80 e successivamente ha studiato al California Institute of the Arts, dove ha conseguito la laurea in Belle Arti nel 1995. Il suo lavoro è profondamente radicato nelle sue esperienze personali e nelle persone che lo circondano, attingendo spesso alle sue osservazioni su amici, familiari e sconosciuti per creare ritratti intimi e di grande risonanza sociale. Le influenze di Taylor spaziano dalla sua vita a Los Angeles alla fotografia documentaria dell’epoca della Grande Depressione, fino alle opere di pittori come Jacob Lawrence, Alice Neel e Romare Bearden.

Dedito principalmente alla ritrattistica e alle opere figurative, Henry Taylor non si limita a dipingere persone, ma realizza piuttosto dipinti sulle persone. La sua arte è apprezzata per la sua immediatezza, vivacità e cruda forza emotiva. I suoi dipinti raffigurano spesso scene di vita quotidiana, ma con un acuto senso delle dinamiche sociali e politiche sottostanti. Nelle sue opere c’è un’intimità che può essere generata solo da un artista abile nel dipingere dal vero. Taylor descrive la necessità di incontrare le persone e chiedere loro di posare per un ritratto: «Preferisco di gran lunga dipingere qualcuno dal vero, osservando come la luce lo illumina, piuttosto che guardare una fotografia. Ci sono così tante sfumature quando hai qualcuno seduto di fronte a te».

Lo stile caratteristico di Taylor utilizza pennellate ampie ed espressive per creare vivaci blocchi di colore e composizioni spaziali, conferendo un senso di immediatezza e di vita ai suoi soggetti. I suoi ritratti non sono semplici rappresentazioni di individui, ma sono ricchi di contesto e significato, riflettendo le storie e le vicende di coloro che dipinge.

Nel 2022, il Museum of Contemporary Art (MOCA) di Los Angeles ha organizzato la prima mostra che ripercorreva i 30 anni di carriera dell’artista, intitolata «Henry Taylor: B Side». Abbracciando la sua variegata produzione, che comprende pittura, scultura e installazioni, questa monografia completa è stata poi ospitata dal Whitney Museum of American Art per un’altra esposizione tra il 2023 e il 2024. Tra le altre importanti mostre dedicate all’opera di Taylor figura una retrospettiva a metà carriera tenutasi al MoMA PS1 nel 2012. Henry Taylor vive e lavora attualmente a Los Angeles.


HENRY TAYLOR (B. 1958)

"Batman" Part Alien

HENRY TAYLOR (B. 1958)

Haitian Cemetery

Henry Taylor (b. 1958)

Ardmore Taylor aka "Mo"

HENRY TAYLOR (B. 1958)

Deana Lawson - Artist

Henry Taylor (B. 1958)

Untitled (Symbol)

HENRY TAYLOR (B. 1958)

untitled (jade in white)

Henry Taylor (b. 1958)

She might have loved those summer days but later she cried out!

Henry Taylor (b. 1958)

What Can I Say?

HENRY TAYLOR (B. 1958)

Chocolate Lover

Henry Taylor (b. 1958)

Terri Philips

Henry Taylor (b. 1958)

Walking with Vito

Henry Taylor (b. 1958)

See Alice Jump

HENRY TAYLOR (B. 1958)

Portuguese, Light

Henry Taylor (b. 1958)

Watt’s Child

Henry Taylor (B. 1958)

Untitled (Finger)

Henry Taylor (B. 1958)

My Brother Gene the Former Tunnel Rat

Henry Taylor (b. 1958)

Untitled (Woman in Black Dress)

Henry Taylor (b. 1958)

Andrea Bowers

HENRY TAYLOR (B. 1958)

Untitled (Portrait of Hez Cohen)

HENRY TAYLOR (B. 1958)

Untitled (Portrait of Blonde Woman with Red Lips)

Henry Taylor (b. 1958)

Watt's Child

Henry Taylor (b. 1958)

What's Between Us?

HENRY TAYLOR (B. 1958)

Sometimes we get deep (Haiti)