Lucio Fontana (1899-1968)
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's… Read more DALLA COLLEZIONE PRIVATA DI UN GENTILUOMO ITALIANO FROM THE PRIVATE COLLECTION OF AN ITALIAN GENTLEMAN
Lucio Fontana (1899-1968)

Concetto spaziale, Attesa

Details
Lucio Fontana (1899-1968)
Concetto spaziale, Attesa
firma, titolo e iscrizione l. Fontana "Concetto spaziale" ATTESA Oggi ò [sic] proprio una gran malinconia (sul retro)
idropittura su tela
cm 61,5x55,3
Eseguito nel 1964-65
Provenance
Collezione M. Valsecchi, Milano
ivi acquisito dall'attuale proprietario nel 1980
Literature
E. Crispolti, Lucio Fontana, Catalogo Generale, Milano 1986, vol. II, p. 551, n. 64-65 T 30 (illustrato)
E. Crispolti, Lucio Fontana, Catalogo ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni, Milano 2006, vol. II, p. 736, n. 64-65 T 30 (illustrato)
Special notice

Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.
Post lot text
'CONCETTO SPAZIALE, ATTESA' (SPATIAL CONCEPT, WAITING); SIGNED, TITLED AND INSCRIBED ON THE REVERSE; WATERPAINT ON CANVAS
Sale room notice
La licenza di esportazione è stata richiesta per il presente lotto
An export licence has been requested for the present lot

Lot Essay

Creata con una precisione chirurgica, Concetto Spaziale, Attesa di Lucio Fontana è un esempio perfetto del gesto più esigente dell'artista. Affascinato dalle teorie di relatività di Albert Einstein, nei suoi tagli Fontana ha trovato una metafora appropriata per la visione che voleva articolare. Nel tagliare la superficie della tela, l'artista punta a sfruttare nuovi concetti astratti di energia e la natura infinita dello spazio per produrre un'arte che ha rifletta accuratamente la nuova era del nucleare. Rappresentando il culmine delle sue teorie spazialiste, Fontana dedica la sua vita alla tecnica di tagliare attraverso la tela per il vuoto, costringendo lo spettatore a guardare oltre gli aspetti fisici della pittura, a quello che Fontana ha descritto come 'uno spazio libero.'
Inserendo una terza dimensione nel piano bidimensionale, Fontana si è staccato dal carattere finito impenetrabile e risolutamente piatto della superficie del quadro. Liberandosi dai limiti concettuali di materia per dare forma a ciò che è senza forma e senza misura, Fontana rende lo spettatore consapevole della natura tridimensionale della tela come un oggetto, un'entità scultorea, tradendo le sue origini come scultore.
Sviluppando le sue idee degli effetti del movimento nello spazio, le opere di Fontana trascurano le tecniche di produzione tradizionale per creare un linguaggio visivo radicalmente nuovo che introduce il concetto della immaterialilà d'arte: 'Quando, nel finale incendio dell'universo, tempo e spazio non esisteranno più, non ci sarà nessuna memoria dei monumenti eretti dall'uomo, anche se nessun capello sarà stato perso dalla testa. Però non intendiamo abolire l'arte del passato o fermare la vita: vogliamo che la pittura scappi dalla sua cornice e la scultura dalla sua campana di vetro. Un espressione eterea dell'arte di un minuto sembra durare migliaia di anni, un'eternità.' (L. Fontana, 'Il Secondo Manifesto Spaziale,' riprodotto in E. Crispolti & R. Siligato (ed.), Lucio Fontana, cat. mostra, Milano, 1998, p. 118)


Crafted with surgical precision, Lucio Fontana's Concetto spaziale, Attesa is a perfect example of the artist's most exacting gesture. Captivated by Albert Einstein's theories of relativity, in his tagli Fontana found an apt metaphor for the vision he sought to articulate. In slicing open the surface of the canvas the artist aimed to harness new abstract concepts of energy and the infinite nature of space to produce an art that accurately reflected the Nuclear age. Representing a culmination of his Spatial theories, Fontana dedicated his life to this technique of cutting through canvas to the void, compelling the viewer to look beyond the physical facets of painting, to what Fontana described as a 'free space'. Inserting a third dimension into the two-dimensional plane, Fontana broke away from the finite, impenetrable and resolutely flat character of the painting's surface. By liberating himself from the conceptual constraints of matter to give shape to the formless and immeasurable, Fontana made the viewer aware of the three-dimensional nature of the canvas as an object, a sculptural entity, betraying his origins as a sculptor. Developing his ideas on the effects of movement through space, Fontana's work disregards conventional production techniques to create a radically new visual language that introduced the concept of immateriality to art: 'When, in the final blaze of the universe, time and space no longer exist, there will be no memory of the monuments erected by man, although not a single hair on his head will have been lost. But we do not intend to abolish the art of the past or to stop life: we want painting to escape from its frame and sculpture from its bell-jar. An expression of aerial art of a minute is as if it lasts a thousand years, an eternity' (L. Fontana, 'The Second Spatial Manifesto', reproduced in E. Crispolti & R. Siligato (ed.), Lucio Fontana, exh. cat., Milan, 1998, p. 118).

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