Dan Flavin

Dan Flavin è stato un artista americano famoso per il suo uso innovativo della luce fluorescente come mezzo espressivo, affermandosi come figura chiave nel movimento artistico minimalista. Nato nel 1933 nel Queens, a New York, Flavin studiò arte mentre prestava servizio nell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti tra il 1954 e il 1955, proseguendo in seguito la sua formazione alla Hans Hofmann School of Fine Arts e alla Columbia University.

Le prime opere di Flavin consistevano in assemblaggi realizzati con materiali raccolti per le strade di New York e in disegni espressivi nello stile dei suoi predecessori, gli espressionisti astratti della Scuola di New York. Tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60, Flavin svolse diversi lavori presso musei di New York, tra cui quello di addetto all’ufficio postale al Guggenheim Museum e di guardia e addetto agli ascensori al Museum of Modern Art, dove conobbe Sol LeWitt, Lucy Lippard e Robert Ryman.

Le idee di Flavin per le sue «icone» fluorescenti si svilupparono durante il periodo in cui lavorò come guardia di sicurezza all’American Museum of Natural History nell’estate del 1961, dove, come ricordava, «riempivo le tasche della divisa di appunti per un’arte della luce elettrica». Disilluso dalla sua precedente pratica artistica, che consisteva in gran parte in assemblaggi e disegni, lasciò il lavoro nel 1963 per dedicarsi a tempo pieno a questa ambizione.

Flavin rifiutava il termine «scultura» per descrivere le sue opere, considerandoli ineffabili, effimeri e totalmente dipendenti dall’ambiente circostante. Proseguendo l’eredità dei «readymade» di Marcel Duchamp, concepiva le sue opere come «proposte»: fasi di approfondimento all’interno di un’indagine più ampia che lo avrebbe assorbito per il resto della sua carriera. Un’altra importante fonte di ispirazione fu la scultura commemorativa del 1937 Colonna senza fine di Constantin Brâncuşi, al quale Flavin avrebbe dedicato la prima opera della serie «Diagonal».

Questo motivo e l’uso creativo della luce come mezzo portarono a un cambiamento radicale nel corso della pratica artistica di Flavin e della storia dell’arte nel suo complesso. L’artista descrisse la luce fluorescente come «il tubo radiante e l’ombra proiettata dalla sua estensione sembravano abbastanza ironici da reggersi da soli — un’immagine gassosa vivace e inarrestabile che, attraverso la brillantezza, tradiva la propria presenza fisica rendendola quasi invisibile». La parete dietro la luce è importante tanto quanto la luce stessa, una sorta di tela d’ e per l’audace esibizione del colore; Flavin scrisse di dover «partire da quella superficie vuota, quasi priva di caratteristiche, che poteva diventare il mio emblema standard ma variabile — l’“icona”».

Nel 1964 Flavin ricevette un premio dalla Fondazione William e Norma Copley su raccomandazione di Marcel Duchamp. Nel 1983, il Dia Center for the Arts inaugurò il Dan Flavin Art Institute a Bridgehampton, New York, creando uno spazio permanente per esporre le opere dell’artista. Flavin è stato esposto in tutto il mondo e le sue opere si trovano nelle collezioni del Museum of Modern Art e del Whitney Museum of American Art di New York, della Tate di Londra, del Kunstmuseum Basel e in molte altre istituzioni. Dan Flavin morì nel 1996 all’età di 63 anni.


DAN FLAVIN (1933-1996)

red and green alternatives (to Sonja) 2

DAN FLAVIN (1933-1996)

the diagonal of May 25, 1963 (to Constantin Brancusi)

Dan Flavin (1933-1996)

the diagonal of May 25, 1963

Dan Flavin (1933-1996)

"monument" for V. Tatlin

DAN FLAVIN (1933-1996)

untitled (monument for V. Tatlin)

Dan Flavin (1933-1996)

monument 4 for those who have been killed in ambush (to P.K. who reminded me about death)

Dan Flavin (1933-1996)

Monument 4 for those who have been killed in ambush (to P. K. who reminded me about death)

Dan Flavin (1933-1996)

Untitled (to Eleanor McGovern)

DAN FLAVIN (1933-1996)

untitled (to Don Judd, colorist) 2

DAN FLAVIN (1933-1996)

untitled (to Ileana and Michael Sonnabend)

DAN FLAVIN (1933-1996)

Untitled (to Piet Mondrian)

Dan Flavin (1933-1996)

untitled (to Barnett Newman) four

Dan Flavin (1933-1996)

untitled (to Ileana and Michael Sonnabend)

Dan Flavin (1933-1966)

Untitled (for Donald Young)

DAN FLAVIN (1933-1996)

untitled (to Donna) 5

Dan Flavin (1933-1996)

'monument' for V. Tatlin

Dan Flavin (1933-1996)

untitled (for you Leo, in long respect and affection) 4

Dan Flavin (1933-1996)

Untitled (to Charlotte)

Dan Flavin (1933-1996)

Untitled (for John Heartfield) 3a

Dan Flavin (1933-1996)

untitled (to Brad Gillaugh)

Dan Flavin (1933-1996)

Untitled (for Leo Castelli at his Gallery's 30th Anniversary) 3

Dan Flavin (1933-1996)

Sans titre (to Brad Gillaugh)

Dan Flavin (1933-1996)

untitled (to Barnett Newman) two

Dan Flavin (1933-1996)

Untitled (to Janie Lee) two

Dan Flavin (1933-1966)

Untitled, (to Véronique)

Dan Flavin (1933 - 1996)

Untitled (To Véronique)

Dan Flavin (1933-1996)

Untitled (To Charlotte)

Dan Flavin (1933-1996)

Untitled (to Jean-Christophe)

DAN FLAVIN (1933-1996)

untitled (for Charlotte and Jim Brooks) 7

Dan Flavin (1933-1996)

untitled (in honor of Harold Joachim) 2

Dan Flavin (1933-1996)

untitled (to Jörg Schellmann)

Dan Flavin (1933-1996)

untitled (to Lucie Rie, master potter) 1u

DAN FLAVIN (1933-1996)

Untitled (to the citizens of the Swiss cantons) I

DAN FLAVIN (1933-1996)

untitled (for S. D.)

DAN FLAVIN (1933-1996)

untitled (for Charlotte and Jim Brooks) 6

DAN FLAVIN (1933-1996)

untitled (for Prudence and her new baby) a

Dan Flavin (1933-1996)

Barbara Roses

DAN FLAVIN (1933-1996)

An Iconostasis for Icons III and IV