Germaine Richier

Le sculture evocative, quasi surrealiste, di Germaine Richier la collocano al fianco di Pablo Picasso e Henry Moore tra i più importanti scultori del XX secolo che hanno cercato di liberare la forma d’arte dai tradizionali vincoli della rappresentazione. Nata nel 1904 a Grans, in Francia, Richier studiò all’École des Beaux-Arts di Montpellier e in seguito sotto la guida di Antoine Bourdelle, allievo di Auguste Rodin, il che le permise di acquisire una solida tecnica classica che in seguito sviluppò nel suo stile unico e d’avanguardia.

Mentre lavorava nell’atelier di Bourdelle, Richier conobbe Alberto Giacometti, la cui influenza è riconoscibile nelle forme allungate e nelle superfici materiche delle sue sculture. Le sculture di Richier incorporano spesso elementi della natura e della mitologia, riflettendo sia la sua maestria nella forma sia il suo spirito innovativo.

Durante la Seconda guerra mondiale, conobbe lo scultore italiano Marino Marini, in esilio in Svizzera. Dopo la guerra, il suo stile si allontanò dalla figurazione per orientarsi verso l’esplorazione della deformazione corporea nelle sue creature e nei suoi soggetti fantastici. Di grande espressività, sia in termini di forma che di texture, Richier ritrasse la lotta per la sopravvivenza, inquietante e profondamente commovente, che l’umanità ha affrontato nel corso della sua storia.

Il suo processo scultoreo iniziava con la tracciatura a pennello delle linee “di costruzione” dei contorni del corpo direttamente sulla superficie dell’argilla. Quindi, con le dita, Richier modellava lentamente il materiale plastico nella forma desiderata, esercitando pressione e forza dirette per manipolare ogni contorno fino a ottenere l’effetto desiderato.

Nel corso della sua carriera, Richier ha ottenuto riconoscimenti e consensi. Nel 1936 vinse il Prix Blumenthal, una borsa di studio assegnata a giovani artisti francesi promettenti. Richier fu la prima scultrice ad esporre al Musée National d’Art Moderne di Parigi nel 1956. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1959, sono state organizzate retrospettive dedicate alla sua opera presso la Collezione Peggy Guggenheim (2006–07) e il Centre Pompidou (2023). Le sue sculture fanno parte delle collezioni del Giardino delle Tuileries a Parigi, del Musée Fabre a Montpellier e della Tate a Londra.


GERMAINE RICHIER (1904-1959)

L'Echiquier, grand

GERMAINE RICHIER (1902-1959)

La Jeune fille à l'oiseau

GERMAINE RICHIER (1902-1959)

L'Echiquier, grand

Germaine Richier (1902-1959)

La Sauterelle, grande

Germaine Richier (1904-1959)

L'Échiquier - petit

GERMAINE RICHIER (1902-1959)

Le Griffu (The Clawed One)

Germaine Richier (1904-1959)

Le cheval à six têtes, grand

GERMAINE RICHIER (1902-1959)

L'Orage (The Storm)

Germaine Richier (1902-1959)

L'Homme qui marche

GERMAINE RICHIER (1902-1959)

L'Ouragane (The Hurricane)

GERMAINE RICHIER (1904-1959)

Le cheval à six têtes, grand, 1954-1956

GERMAINE RICHIER (1904-1959)

La mante, grande

Germaine Richier (1904-1959)

La Mandoline ou La Cigale

GERMAINE RICHIER (1902-1958)

La Mante, moyenne

Germaine Richier (1902-1959)

La sauterelle, moyenne

Germaine Richier (1902-1956)

Lucette ou Le Cirque

Germaine Richier (1902-1959)

La Sauterelle, petite

GERMAINE RICHIER (1904-1959)

Le Christ d'Assy I, Petit

GERMAINE RICHIER (1904-1959)

L'Araignée II, moyenne

Germaine Richier (1904-1959)

Homme de la nuit No. 1

Germaine Richier (1902-1959)

Homme de la nuit n°3

GERMAINE RICHIER (1902-1959)

Buste n, 1927-1928