Noto per il suo approccio innovativo alla pittura e per la sua difesa delle voci emarginate, Jack Whitten è stato un pittore e scultore pionieristico il cui lavoro combina elementi dell’espressionismo astratto e dell’arte processuale. Nato nel 1939 a Bessemer, in Alabama, e cresciuto nel Sud degli Stati Uniti caratterizzato dalla segregazione razziale, Whitten era profondamente impegnato nella lotta per la giustizia razziale.
Whitten si trasferì a New York all’inizio degli anni ’60 e si iscrisse alla Cooper Union dopo aver subito gravi vessazioni durante una manifestazione per i diritti civili a Baton Rouge. La Cooper Union si rivelò un ambiente più inclusivo, in grado di stimolare la creatività dell’artista. Lì entrò in contatto con le opere degli espressionisti astratti e subì in particolare l’influenza di artisti come Willem de Kooning e Norman Lewis. Tuttavia, Whitten sviluppò rapidamente uno stile proprio e distintivo, caratterizzato dalla sperimentazione con materiali e tecniche.
Sebbene circondato da un corpo studentesco prevalentemente bianco, Whitten cercò mentori neri, in particolare Robert Blackburn, un stimato incisore che gestiva la sala delle stampe della Cooper Union. Blackburn introdusse Whitten alla scena artistica nera di New York, facendogli conoscere artisti narrativi come Romare Bearden e Jacob Lawrence. Sebbene Whitten alla fine si orientasse verso gli stili dell’espressionismo astratto, la sua opera fu profondamente plasmata da questi artisti.
Negli anni ’70, Whitten diede inizio alla sua serie denominata Energy Fields, che prevedeva l’uso di strumenti – dai pettini afro alle spatole, dai rastrelli alle scope – trascinati sulla superficie della tela per creare effetti materici e stratificati: una tecnica che si ritrova anche in altre sue serie, come Greek Alphabet. Questo approccio gli ha permesso di cogliere sia la fisicità della pittura sia gli aspetti intangibili dell’emozione e della memoria.
L’arte di Jack Whitten ha spesso esplorato temi legati all’identità, alla storia e alla politica afroamericana. La sua serie Black Monolith, creata in omaggio a figure culturali afroamericane, rappresenta una potente testimonianza del suo impegno nel celebrare la creatività, la cultura e l’influenza della comunità nera. Queste opere presentano superfici intricate, simili a mosaici, che combinano pittura, acrilico e altri materiali per formare composizioni straordinariamente complesse.
A partire dagli anni ’60 l’astrazione ha dominato la pratica artistica di Whitten. Fu tuttavia durante gli anni ’70 che Whitten perfezionò il suo vocabolario astratto sperimentale, il che segnò una svolta nella carriera dell’artista poiché portò a un riconoscimento istituzionale cruciale del suo lavoro a New York, innanzitutto con la mostra personale al Whitney Museum of American Art. Oggi, il Whitney, il Metropolitan Museum of Art e il Museum of Modern Art di New York, la Tate di Londra, l’Art Institute di Chicago, il Dallas Museum of Art e altre istituzioni conservano dipinti di Whitten nelle loro collezioni permanenti.
JACK WHITTEN (1939-2018)
Cultural Shift (Let's Celebrate Lena Horne) A.K.A. The Lena Horne Jubilee
JACK WHITTEN (1939-2018)
The Eleventh Loop (Dedicated To The Memory Of Adrienne Rich)
JACK WHITTEN (1939-2018)
Shalimar: The Longest Garden In The World
JACK WHITTEN (1939-2018)
Grey Soul
Jack Whitten (b. 1939)
Midnight Stripper
JACK WHITTEN (1939-2018)
82 ° F (27.777C) #II
Jack Whitten (b. 1939)
The Norman Lewis Triptych 4th Set
Jack Whitten (1939–2018)
PSEE I
Jack Whitten (1939-2018)
Virgin Space Loop #19
Jack Whitten (b. 1939)
The Norman Lewis Triptych 3rd Set
JACK WHITTEN (1939-2018)
Volumetric Surface Series #4
Jack Whitten (b. 1939)
Church Street Spring
JACK WHITTEN (1939-2018)
Overlay #7
JACK WHITTEN (1939-2018)
Transitional Space 10
Jack Whitten (1939–2018)
Space Panel #1
JACK WHITTEN (1939-2018)
Untitled
JACK WHITTEN (1939-2018)
Target (In & Out) #2
JACK WHITTEN (1939-2018)
Untitled
JACK WHITTEN (1939-2018)
Future Beta Series V
Jack Whitten (1939-2018)
Untitled
JACK WHITTEN (1939-2018)
Untitled
JACK WHITTEN (1939-2018)
Gestural Disruption #4
JACK WHITTEN (1939-2018)
Garden in Bessemer
JACK WHITTEN (1939-2018)
Virgin Space, Loop #18
JACK WHITTEN (1939-2018)
Gestural Disruption #4